Cartographies

Corbyn non ha più una ragione d’essere

doppiozeroFu difficile non entusiasmarsi quando l’uomo dei fagioli in scatola, l’uomo da un occhio un po’ pigro fu eletto leader dei laburisti. Per chi lo aveva sempre sostenuto, soprattutto l’area di sinistra che aveva passato anni a fare volantinaggio con lui e per lui, Jeremy Corbyn rappresentava un modo di far politica davvero autentico e bonario. Forse non emanava freschezza come il suo predecessore, il giovane Ed Milliband – che pure era uscito bastonato dalle ultime elezioni generali – ma Corbyn, classe 1949, veniva da decenni di lotte di piazza e militanza di base; il suo sguardo quello di chi ne aveva viste tante; la barba e l’aspetto generale, un po’ trascurati, quelli di chi aveva ben altre gatte da pelare. Eppure quella novità era linfa vitale per un partito ormai dato per disperso, che sembrava aver smarrito le radici da quando si era fatto soggiogare dall’ottimismo di Tony Blair e dai suoi incompetenti successori. (Continua)

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America

Resistenza a Elie Wiesel

iltascabileElie Wiesel, nato in Romania nel 1928 ed emigrato a New York all’età di ventisette anni, è stato il sopravvissuto più celebre del mondo. L’esperienza da adolescente nei campi di Auschwitz e Buchenwald, la perdita del padre e della fede in Dio, raccontate nel suo libro più famoso, La notte (1960), furono il motore rabbioso e tragico per decine di libri, centinaia di articoli, reportage e interventi pubblici.

Quando gli fu conferito il premio Nobel per la Pace, nel 1986, era già uno scrittore studiato nelle scuole d’America, dalla fama universale. Il 3 luglio scorso, quando si è spento nella sua casa di Manhattan, Wiesel ha ricevuto gli onori di un vero capo di Stato. E tuttavia, fin dai primi giorni successivi alla morte, intorno alla sua lezione non sono mancate voci dissonanti tra gli intellettuali americani. Specialmente di origine ebraica.

(Continua su Il Tascabile)

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