America

Omaggio alla Venezia Giulia

Arrivato il momento di dover lasciare la mancia, il cliente medio di un ristorante newyorchese è attraversato da un meccanismo psicologico perverso.

Guarda il cameriere che lo ha servito per tutta la serata: ecco una malintesa solidarietà tra poveracci («Suvvia, una volta ero nei suoi panni»). Anzi, no: ecco una valutazione inflessibile del lavoratore («In fondo, quello che conta è evitare la figura del pezzente»). Come uscirne in maniera impeccabile?

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America

Che storia raccontano le primarie in Wisconsin

wisconsinmotel

Doyle’s Motel – Wisconsin Dells, Wisconsin, 1957.

Bernie Sanders ha vinto con il 56% le primarie del Wisconsin – la sesta vittoria consecutiva, la settima sulle ultime otto.

In totale fanno 16 Stati per Sanders e 14 per Clinton.

È il suo momento. Ma in un sistema dove si vince con la conta dei delegati e non con il voto popolare, e dove questi delegati vengono ripartiti in modo fin troppo proporzionale, la rimonta di Sanders resta quasi impossibile. A meno che… Continue reading

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On the NY subway political ads are “inappropriate”. Zionist ads, fake boobs and Nazi eagles aren’t

New York’s Metropolitan Transportation Authority has ripped down ads calling for $15 minimum wage, and advertisements referring to the menstrual cycle, deeming it either too “political” or “inappropriate”. But thank God we’ve got Nazi insignia to cheer us up on our way to work: 42nd Street subway shuttle cars were in fact wrapped with symbols from Nazi Germany and Imperial Japan this morning. Continue reading
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Il Welfare al tempo di Uber

leaf graphicNEW YORK – Alla Columbia University, una delle più ricche al mondo, molti studenti stanno patendo la fame. Schiacciati dalle rette insostenibili, dal costo della vita newyorchese e dai debiti. Così, mossa dalla compassione, una startup che era nata per donare cibo ai senzatetto permetterà agli allievi benestanti di condividere i buoni pasto con i colleghi meno fortunati. Succede in un’istituzione-colosso che nel 2014 ha ricevuto 9,2 miliardi di dollari in donazioni, registrato quattro miliardi di ricavi e un patrimonio di 16 miliardi. Continue reading

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New York: Quando “El Topo” rimase nei cinema per sette mesi

Questo che vedete in foto un tempo si chiamava Elgin Theatre, ed era uno dei cinema più memorabili di New York. Il 17 dicembre del 1970, in un’epoca in cui la città era infinitamente più sporca, caotica e pericolosa di oggi, Ben Barenholtz, il proprietario del locale, decise di proiettare per la prima volta un film ad un orario inconsulto, a mezzanotte: il film era “El Topo”, un western come mai se n’erano visti fino ad allora, diretto e interpretato da Alejandro Jodorowski, un illusionista messicano nato in Bolivia che aveva fatto cento mestieri nella vita.

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L’enormemente sopravvalutato Mario Cuomo

Bilancio antiretorico della star democratica degli anni Ottanta, per tre volte governatore di New York. Paladino contro la pena di morte, si distinse per l’uso spregiudicato di strumenti finanziari e fu tra i padrini del sistema di incarcerazione di massa americano. Durante il suo mandato furono costruite più celle che in quello di tutti i suoi predecessori.

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Architettura di controllo / Archeologia di resistenza

Io amo le grandi città, ma le grandi città non sembrano amare me.

La mia propensione è alla curiosità e vi cammino pensando di poterle dominare, ma in realtà sono loro a fare di me ciò che vogliono: mi squadrano, mi misurano, mi giudicano e, se non corrispondo esattamente al taglio che mi è stato assegnato, mi conducono laddove non posso nuocere. Mi impacchettano, mi smistano, mi respingono se alzo la voce e infine, se non la smetto di protestare, mi immobilizzano.

Affidate per lo più a “sindaci-tecnici”, le città sono contenitori di individui che accettano di diventare attrezzi di lavoro e, come burattini che credono d’essere umani, si agitano finché possono nei bauli dove sono stipati. Seppellita ogni ideologia, il loro rapporto con l’ambiente circostante si limita quasi esclusivamente alla gestione delle catene alle quali sono fissati: le abbelliscono, le coprono di fiori, cercando di renderle più accettabili.

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La Dubai sull’Hudson: viaggio nella New York ereditata da Bloomberg

Il candidato Democratico Bill De Blasio è il vincitore delle elezioni per la poltrona di sindaco di New York. Il suo trionfo è stato definito da quasi tutti i giornali come una landslide, una valanga. Se come diceva Camus “dare un nome sbagliato alle cose contribuisce all’infelicità del mondo”, questo vale in particolar modo per New York, in cui ognuno vede e legge ciò che vuole e ciò che più gli conviene. In effetti il Repubblicano Lhota è rimasto staccato di oltre cinquanta punti percentuali e il movimento di Occupy esulta (De Blasio aveva visitato Zuccotti Park) ma, dati alla mano, considerando la totalità della popolazione newyorkese, il neosindaco è stato eletto da una esigua minoranza.

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