America, Uncategorized

Trump non può vincere, ma Clinton può perdere

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Donald Trump e Hillary Clinton. Due universi paralleli, a leggere la grande stampa europea. Due visioni inconciliabili del mondo e della vita, a sentire diversi scrittori e giornalisti italiani a New York, che arrivano a paragonare le due figure come Pinochet da un lato e Che Guevara dall’altro.

Personalmente, quando a metà marzo in Ohio le primarie erano già belle che decise (sia sul versante repubblicano che su quello democratico) pubblicai una foto con i due contendenti in posa durante una festa (la foto risale a una decina d’anni fa), con sorriso smagliante e rispettivi consorti, e aggiunsi questa didascalia: a Novembre la scelta sarà tra due ricchi anziani bianchi, che litigano veementemente su come disciplinare la cameriera. Forse peccavo di troppo sarcasmo. La situazione è più terrificante che grottesca, e merita un’analisi migliore. Continue reading

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America

Che storia raccontano le primarie in Wisconsin

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Doyle’s Motel – Wisconsin Dells, Wisconsin, 1957.

Bernie Sanders ha vinto con il 56% le primarie del Wisconsin – la sesta vittoria consecutiva, la settima sulle ultime otto.

In totale fanno 16 Stati per Sanders e 14 per Clinton.

È il suo momento. Ma in un sistema dove si vince con la conta dei delegati e non con il voto popolare, e dove questi delegati vengono ripartiti in modo fin troppo proporzionale, la rimonta di Sanders resta quasi impossibile. A meno che… Continue reading

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America

Che storia raccontano le primarie in Ohio

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Travelodge – Toledo, Ohio

Con Bernie Sarri la squadra ha disputato il campionato più bello della sua storia, stabilendo diversi record e sfiorando o toccando il miracolo in più occasioni. Ma ieri, nella partita decisiva in Ohio, il miracolo non c’è stato, il divario con la prima della classe si è allargato troppo, e a questo punto per Allegri Clinton la vittoria dello scudetto è poco più di una formalità: potrà permettersi – pensate – anche solo di pareggiare o di perdere con il minimo scarto, d’ora in avanti. Continue reading

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Cartographies

Hillary Clinton è femminista? Chiedete a Berta Cáceres

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Berta Cáceres (Goldman Environmental Prize)

Scrivere è difficile quando ti ribollono le vene. Rischi di andare in confusione, di confondere le idee. Di aggrapparti a dati e concetti che servono unicamente a incanalare la tua rabbia, a confermare i tuoi giudizi. E poi ti risuonano nelle orecchie i latrati dei peggiori: i difensori dell’esistente, i mai sconfitti, i servi volontari che i tiranni vogliono con sé e ne compensano i favori. Proprio in questi momenti, scrivere è necessario.

Berta Cáceres era un’attivista indigena honduregna, di etnia lenca. Una donna forte e coraggiosa, che da anni sfidava apertamente il governo golpista che nel 2009 ha preso il potere nel suo Paese. Un golpe che Hillary Clinton, allora segretario di Stato americano, rese possibile. Cáceres  non c’è più. È stata trovata morta il 2 marzo, crivellata da colpi di pistola, nella sua città natale di La Esperanza, nella regione di Intibuca. Aveva 43 anni. Continue reading

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America

Che storia raccontano le primarie in Nevada

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Boulder City, Nevada, 1967.

Donald Trump ha vinto anche in Nevada e ha accumulato più delegati di tutti gli altri avversari repubblicani messi insieme. La storia ci dice che nessun pretendente alla Casa Bianca del GOP ha mai perso la nomination dopo aver vinto sia in New Hampshire che in South Carolina, cosa che per l’appunto Trump ha fatto in queste settimane. Ma siccome resto ostinatamente convinto che il pagliaccio potrebbe sgonfiarsi martedì prossimo, o venire sovrastato da una possibile discesa in campo di Mike Blomberg, consiglio di non dare ancora per scontata la sua vittoria finale. Continue reading

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America

Che storia raccontano le primarie in New Hampshire

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Mt. Jefferson Tourist Court, Randolph, N. H.

Quando annunciò di voler scendere in campo, dapprima come indipendente, poi come disturbatore in campo democratico, Bernie Sanders fu trattato dai vertici del partito come lo zio di Brooklyn, un po’ matto ma fondamentalmente innocuo. Speravano e credevano che avrebbe occupato il ruolo di agitatore radical, sdoganato certi temi che gli altri non potevano affrontare e poi, presto sconfitto, consegnato lo scettro a Clinton dopo pochi metri di corsa, aiutandola nella farsa di primarie senza storia. Continue reading

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Sintesi delle primarie in Iowa

Clinton Motel, Mount Ayr, Iowa, 1930s.

☑ I grandi sconfitti sono Hillary e Trump, partiti favoriti e amati dai media e dal chiacchiericcio internettiano;
☑ Tra i repubblicani vince Cruz, secondo Trump (che viene ridimensionato di parecchio, e potrebbe iniziare la sua parabola discendente), terzo (a sorpresa) Marco Rubio;
☑ Tra i democratici Clinton e Sanders pareggiano. Dunque, politicamente, vince Sanders: un anno fa il supporto di Clinton in Iowa era il 68%, contro il 7% di Sanders. L’ex segretario di Stato americano era un brand conosciuto e potentissimo, mentre il senatore socialista del Vermont, al momento di scendere in campo, era un Carneade nel Paese e nel mondo. Nel lungo termine Clinton è ancora favorita, ma ha dilapidato un vantaggio invidiabile;

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Flash! Elezioni Americane

La situazione è la seguente: Hillary sta riuscendo a perdere elezioni già vinte, come nel 2008 e forse peggio, visto che allora aveva come principale avversario tra i Dem un brillante liberale mainstream (Obama) mentre oggi c’è un vecchio socialista (Sanders). L’ex segretario di Stato scivola pericolosamente nei sondaggi mentre la destra (Bush in particolare) l’accusa di essere “sotto inchiesta dell’FBI” per lo scandalo email. Non è proprio così. Continue reading

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Dispacci Americani, N. 1

P

er quei quattro gatti che potrebbero essere interessati, sto facendo le prove per la creazione di una newsletter settimanale dedicata alla politica e la società americana. Partirò dai movimenti e dai fenomeni “dal basso” (che spesso sono i più “alti”), dalle notizie e i commenti che non trovano spazio, solitamente, sui media italiani. Lo farò facendo finta di sedermi con voi nei miei café preferiti a New York, e di essere il più semplice e divulgativo possibile. Modello d’ispirazione Howard Zinn. E dunque – ma forse è inutile specificarlo – sarò onesto, ma non sarò imparziale. Qui c’è il form per iscriversi, e quella che segue è un esempio di email che potrei inviare. Fatemi sapere che ne pensate, se sono troppo prolisso, noioso, se preferite certi argomenti anziché altri, etc. Buona lettura!

 

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America

Trump is many things, but un-American isn’t one of them.

T

rump fails to fade: 27% in latest USA TODAY/Suffolk University poll, vs. 17% for Cruz and 16% for Rubio. No gains for Trump since last two polls, but it may be too early to see whether his especially hateful rants of the last few days have boosted his standing. And, in a chilling sign for Republicans, 68% of Trump’s supporters say they would vote for the blustery billionaire businessman if he ran as an independent.

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