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Che storia raccontano le primarie in Wisconsin

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Doyle’s Motel – Wisconsin Dells, Wisconsin, 1957.

Bernie Sanders ha vinto con il 56% le primarie del Wisconsin – la sesta vittoria consecutiva, la settima sulle ultime otto.

In totale fanno 16 Stati per Sanders e 14 per Clinton.

È il suo momento. Ma in un sistema dove si vince con la conta dei delegati e non con il voto popolare, e dove questi delegati vengono ripartiti in modo fin troppo proporzionale, la rimonta di Sanders resta quasi impossibile. A meno che… Continue reading

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Che storia raccontano le primarie in Ohio

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Travelodge – Toledo, Ohio

Con Bernie Sarri la squadra ha disputato il campionato più bello della sua storia, stabilendo diversi record e sfiorando o toccando il miracolo in più occasioni. Ma ieri, nella partita decisiva in Ohio, il miracolo non c’è stato, il divario con la prima della classe si è allargato troppo, e a questo punto per Allegri Clinton la vittoria dello scudetto è poco più di una formalità: potrà permettersi – pensate – anche solo di pareggiare o di perdere con il minimo scarto, d’ora in avanti. Continue reading

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Bisogna comprendere il genio di Trump (anche da sinistra)

“Se Trump non avesse ereditato 200 milioni di dollari, sapete dove starebbe in questo momento?”, ha chiesto rivolto alle telecamere Marco Rubio, giovedì scorso, durante l’ultimo dibattito televisivo tra repubblicani. A vendere orologi a Manhattan, ecco dove starebbe. La battuta era buona e forte, e per un attimo Rubio ha pensato di averla azzeccata davvero; la voce per un attimo gli ha tremato. Il colpo l’aveva assestato al termine di una sequela ubriacante: ha accusato Trump di avere diverse bancarotte sul curriculum, processi gravi ancora in corso, di aver assunto lavoratori a nero; di essere, fondamentalmente, un contaballe e un parvenu.

Ma l’imprenditore dalla capigliatura impossibile, appoggiato allo scranno di fianco al suo, non si è innervosito né scomposto e, con l’aria di chi dice “Andiamo, ragazzo, tutto qui?”, si è scrollato il proiettile di dosso. Ha gonfiato la pappagorgia, irrorato il faccione paonazzo e ha proseguito lo show. Il suo. Il pubblico ha riso come di dovere, ed è finita lì.  Continue reading

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Che storia raccontano le primarie in Nevada

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Boulder City, Nevada, 1967.

Donald Trump ha vinto anche in Nevada e ha accumulato più delegati di tutti gli altri avversari repubblicani messi insieme. La storia ci dice che nessun pretendente alla Casa Bianca del GOP ha mai perso la nomination dopo aver vinto sia in New Hampshire che in South Carolina, cosa che per l’appunto Trump ha fatto in queste settimane. Ma siccome resto ostinatamente convinto che il pagliaccio potrebbe sgonfiarsi martedì prossimo, o venire sovrastato da una possibile discesa in campo di Mike Blomberg, consiglio di non dare ancora per scontata la sua vittoria finale. Continue reading

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Sintesi delle primarie in Iowa

Clinton Motel, Mount Ayr, Iowa, 1930s.

☑ I grandi sconfitti sono Hillary e Trump, partiti favoriti e amati dai media e dal chiacchiericcio internettiano;
☑ Tra i repubblicani vince Cruz, secondo Trump (che viene ridimensionato di parecchio, e potrebbe iniziare la sua parabola discendente), terzo (a sorpresa) Marco Rubio;
☑ Tra i democratici Clinton e Sanders pareggiano. Dunque, politicamente, vince Sanders: un anno fa il supporto di Clinton in Iowa era il 68%, contro il 7% di Sanders. L’ex segretario di Stato americano era un brand conosciuto e potentissimo, mentre il senatore socialista del Vermont, al momento di scendere in campo, era un Carneade nel Paese e nel mondo. Nel lungo termine Clinton è ancora favorita, ma ha dilapidato un vantaggio invidiabile;

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Trump is many things, but un-American isn’t one of them.

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rump fails to fade: 27% in latest USA TODAY/Suffolk University poll, vs. 17% for Cruz and 16% for Rubio. No gains for Trump since last two polls, but it may be too early to see whether his especially hateful rants of the last few days have boosted his standing. And, in a chilling sign for Republicans, 68% of Trump’s supporters say they would vote for the blustery billionaire businessman if he ran as an independent.

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Il vaso di Pandora

Quando le primarie repubblicane arriveranno in Iowa il Barnum Trump probabilmente si fermerà, ma questo mix tra Berlusconi e Salvini ha il merito, trollando qui e là, di scoperchiare un po’ di verità sul farlocco sistema politico americano. All’ultimo dibattito televisivo con gli altri candidati repubblicani, quelli di Fox tv (stranamente corretti e imparziali, bisogna ammettere) gli hanno chiesto come mai scendesse in campo a sparigliare le carte tra i conservatori, pur avendo finanziato decine di politici democratici, compresa Hillary, ed essendo notoriamente liberale su molte questioni (inclusa la sanità universale). Embè Trump prima ha risposto, dicendo il vero, di aver finanziato anche tutti gli altri rivali in quel momento sul palco con lui, poi ha spiegato che li finanzia perché così se li compra e quelli fanno qualsiasi cosa lui gli chiede. (E Hillary è davvero andata al suo matrimonio. Ed era in prima fila) Continue reading

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