Cartographies, Interviews

Strategie per il post-voto: intervista ad Alex Foti

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Conosco Alex da oltre dieci anni ormai, a partire dal suo Anarchy in the EU che fu una mappa elettrizzante e utilissima dell’antagonismo europeo, e poi per il suo lavoro frenetico di editore – legato a doppio filo con il mondo del dissenso che ha vissuto da dentro e studiato – e organizzatore di quell’EuroMayDay che nei primi anni Zero portava decine di migliaia di precari in piazza. Alex è passato poi per Il Saggiatore, ha scritto un libro su cosa voglia dire essere di sinistra oggi, e infine si è battuto molto per il Sì al referendum. Perdendo, ovviamente. Continue reading

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Cartographies, Interviews

Che cosa succede al porto di Napoli

I numeri parlano di un grande scalo passeggeri, il secondo in Italia per traffico dopo Messina, il terzo per numero di passeggeri da crociera, uno dei più affollati al mondo per numero di traghetti e piccole navi da diporto. Questa è l’economia di Napoli vista dal mare, dal suo porto, che è anche un hub regionale di approvvigionamento, che movimenta tutti i tipi di merce. Però c’è anche una realtà statica, fatta di uno spazio vastissimo sottratto ai cittadini – in uno dei panorami più belli al mondo, perdonateci la retorica – per essere lasciato vuoto o abbandonato, con muraglie che sottraggono il mare allo sguardo. Per proteggere cosa, poi: spianate immense semi-deserte, progetti di rinnovo mai avviati, a causa di diatribe politiche e burocratiche vecchie di decenni.

Che spreco. Ne parlo con Paolo Bosso,  che oltre ad essere un amico è anche filosofo, giornalista, collaboratore della rivista Monitor, uno dei più informati sul settore a Napoli. Continue reading

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Articles in Italian, Interviews

“Quando ascolto l’Internazionale mi commuovo”: conversazione con Tony Tammaro

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È pressocché sconosciuto al resto d’Italia, ma a Napoli e provincia Vincenzo Sarnelli (nome d’arte Tony Tammaro) è una vera celebrità: alla fine degli anni Ottanta inventò la “musica tamarra”, che raccontava, con malcelato affetto, i cafoni di buon cuore. Il suo primo album ha venduto un milione di copie (contraffatte). Tanti altri autori demenziali sono spariti, ma lui non ha mai smesso di suonare

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Interviews

On the state of the unions, working class in New York and the culture of the rich. Interview with Joshua B. Freeman.

Joshua B. Freeman is a professor of History at Queens College (CUNY). He is the author of In Transit, Who Built America?, Working-Class New York. He lives in New York City.

“Certainly Obama is much more supportive of the unions than George W. Bush was. But this trend towards a greater inequality is global, and has been going on for forty years now. New York City, despite the fact that has a long social welfare tradition, has among the greatest inequalities in the entire country. Probably not because there are so many poor people – but because there are so many rich people. And although the NYC union movement is the strongest of any city in the country, it’s also losing power and membership, especially in the private sector. And this because of the change of the kind of job here, the decline of manufactory, but also the growth of .. those trends are continuing. Obama appointed some people in the National labour’s relations that were very progressive. But that doesn’t translate very much into social change.”

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