Cartographies

Reality Bites

Torniamo per un attimo al 2015. Charlie Hebdo. I trigger warning. La guerra del materasso alla Columbia University. Caitlyn Jenner sulla cover di Vanity Fair. La tipa bianca che si spacciava per nera. Non si sapeva come fosse possibile ma era netta, all’incirca due anni fa, la sensazione di essere tornati di colpo agli Anni Novanta: quelli del Third Wave, del film Giovani, carini e disoccupati e Janeane Garofalo. Gli accademici americani di sinistra-sinistra, che quell’epoca l’hanno vissuta in pieno, mi raccontano che non era stato poi così divertente, la prima volta.

Perché? Beh, vent’anni fa c’era stato lo shock (o anche semplicemente il fastidio) per le prime culture wars, il critico Harold Bloom che se la prendeva con la “Scuola del risentimento” (rappresentata, con un po’ di maschilismo felliniano, da Philip Roth nel suo La Macchia Umana).

Ma il punto è che allora non c’era molto altro. Va bene prendersela con la cultura del piagnisteo e l’autismo di certa sinistra identitaria, ma vallo a trovare nei film o negli articoli del ’94 o del ’95 un qualche accenno al tipo di movimento che si vede oggi: le campagne per raddoppiare il salario minimo erano pura utopia, McDonalds e Stairbucks erano più intoccabili allora di quanto lo siano oggi, un sarchiapone come il Clinton-marito lavorava pressoché indisturbato – mentre più recentemente Obama ha avuto vita dura con molte militanti latine, coi radical e con i rappresentanti degli undocumentados.

Basteranno una maggiore consapevolezza organizzativa e di classe, una maggiore accettazione di parole e di concetti legati al socialismo per gestire un onesto e salutare confronto sul Canone occidentale e sui safe space? Forse no. E forse un certo massimalismo rischia di fare più danni oggi di allora nel dibattito accademico. Ma non lamentiamoci troppo: questi Social Justice Warrior stanno facendo quello che possono con gli strumenti scadenti che hanno ereditato; e non è solo fuffa, la loro. Il problema è che per le battaglie che contano i guerrieri sono sempre troppo pochi, troppo poveri per contare davvero e troppo benestanti per una guerriglia duratura.

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