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Decoro decoro decoro

Dieci anni fa, in buona fede, facevo parte di un gruppo attivista che si occupava, fra le tante cose, anche di abusivismo. Un giorno, in assemblea, si pensò di creare una mappa interattiva per segnalare la presenza di posteggiatori abusivi nel centro storico. Noi tenevamo vent’anni – uno più trmòn dell’altro, come si dice a Bari (ad essere generosi) – e ci sembrava ingiusto che i pochi soldi del sabato sera finissero nelle mani della criminalità organizzata.
 
O così ci piaceva credere. Leggevamo le cose giuste: chi Repubblica, chi il Manifesto, chi i libri Feltrinelli e chi quelli Chiarelettere, etc. Facevamo il nostro dovere di borghesotti impegnati, e ci sentivamo pure minoranza.

Tutte fesserie. Noi non lo sapevamo, ma la cosa per cui combattevamo si chiamava “decoro”. All’epoca non si poteva, ma oggi hanno inventato app per fare quello che volevamo fare noi, con effetti diecimila volte più potenti. A New York ne hanno creata una per mappare le zone più “pericolose”, con tanto di segnalazione di clochard e facce moleste, e chissà, forse anche in quel caso è tanto tutto in buona fede.
 
Da qualche mese mi trovo a passare, quasi quotidianamente, per il Centro Direzionale. Costruito con fanfare stile Expo un quarto di secolo fa e lasciato incompiuto, con scale mobili sfondate e sotterranei fatiscenti. Proprio qui, nel sottosuolo, lavora un gruppo nutrito di abusivi. Parcheggiano i motorini del ceto impiegatizio in cambio di due ero. Alcune signore gli lasciano le chiavi della macchina e salgono di corsa sennò perdono il caffè coi colleghi. Il contesto dove lavorano è un vero inferno, credetemi, la cosa più simile alla Manhattan di 1997 – Fuga da New York che mi sia capitato di vedere. Squallore puro. Non so quanti soldi guadagnino questi parcheggiatori e dove finiscano, ma saranno sempre troppo pochi.
 
Questo per dire che con le batoste della vita si cresce e si impara ad adattare il proprio senso di giustizia alla realtà, agli altri, e le idee che ci accompagnano cambiano sapore se troviamo qualcuno che ce ne mostra gli effetti, e i volti di chi da quelle idee veramente sarà toccato.
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