Trump non può vincere, ma Clinton può perdere

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Donald Trump e Hillary Clinton. Due universi paralleli, a leggere la grande stampa europea. Due visioni inconciliabili del mondo e della vita, a sentire diversi scrittori e giornalisti italiani a New York, che arrivano a paragonare le due figure come Pinochet da un lato e Che Guevara dall’altro.

Personalmente, quando a metà marzo in Ohio le primarie erano già belle che decise (sia sul versante repubblicano che su quello democratico) pubblicai una foto con i due contendenti in posa durante una festa (la foto risale a una decina d’anni fa), con sorriso smagliante e rispettivi consorti, e aggiunsi questa didascalia: a Novembre la scelta sarà tra due ricchi anziani bianchi, che litigano veementemente su come disciplinare la cameriera. Forse peccavo di troppo sarcasmo. La situazione è più terrificante che grottesca, e merita un’analisi migliore. Continue reading “Trump non può vincere, ma Clinton può perdere”

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Perché in molti, me compreso, si sono sbagliati su Trump?

Su Trump si sono sbagliati tutti o quasi tutti, me compreso. Ma è interessante ricordare tutti quei giornalisti italiani, soprattutto freelance, incontrati in questi anni a New York, molto convinti che l’Italia berlusconiana rappresentasse uno scherzo e un’eccezione, molto indignados per l’esistenza di uno come Grillo, convinti che gli Stati Uniti avessero sufficienti anticorpi da rigettare qualunque ducetto o mercante in fiera, e che Hillary (udite udite) fosse la prova di quanto avanzata e openminded fosse la civiltà del jazz.
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